mercoledì, 10 luglio 2024 | 10:31

Subentro in appalto con clausola sociale

In caso di cambio appalto l’appaltatore subentrante deve spiegare i criteri seguiti per la selezione del personale transitato dall'appaltatore uscente, mediante graduatoria o sistema similare, comunque espresso e conoscibile (Cassazione - ordinanza 02 luglio 2024 n. 18114, sez. lav.)

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Subentro in appalto con clausola sociale

In caso di cambio appalto l’appaltatore subentrante deve spiegare i criteri seguiti per la selezione del personale transitato dall'appaltatore uscente, mediante graduatoria o sistema similare, comunque espresso e conoscibile (Cassazione - ordinanza 02 luglio 2024 n. 18114, sez. lav.)

Il caso

La Corte d'Appello di Roma confermava la sentenza di primo grado che aveva rigettato le domande di un gruppo di ex-dipendenti di una società, volte ad ottenere il riconoscimento del diritto all’assunzione presso la società subentrata nell’appalto. In particolari i lavoratori in questione avevano agito per:
- il riconoscimento del loro diritto all'assunzione a tempo indeterminato presso la società subentrata, nuovo soggetto gestore dei servizi appaltati;
- il ripristino del rapporto di lavoro con qualifica specifica;
- la condanna al pagamento delle differenze retributive anche a titolo di risarcimento dei danni, in base alla cd. clausola sociale prevista nel capitolato di appalto e nel CCNL di settore;
La Corte territoriale poneva a fondamento della propria decisione, da un lato, la circostanza che fosse stata dimostrata da parte della società la drastica riduzione dei volumi dei servizi oggetto di appalto, con conseguente legittimità dell'assunzione da parte del nuovo appaltatore di una parte soltanto dei lavoratori e , dall’altro, la carenza di allegazione da parte dei lavoratori quanto alla necessità di graduatoria nazionale e al loro diritto ad esservi inseriti a preferenza di altri assunti dalla nuova aggiudicataria dell'appalto.
Avverso tale sentenza i lavoratori hanno proposto ricorso per cassazione.

La decisione della Cassazione

La Suprema Corte ha accolto il ricorso, evidenziando che la norma contrattuale collettiva invocata dai lavoratori (art. 16-bis CCNL A/F Mobilità del 20 luglio 2012, in materia di cambio appalto e cd. clausola sociale) imponeva vincoli procedurali, di consultazione e informativi, a garanzia della correttezza e trasparenza dell'operazione di subentro e la previsione della necessità di criteri (verificabili) riguardanti l'intero bacino dei lavoratori per il passaggio di personale già impiegato nell'appalto, anche tenendo conto delle esigenze dell'appaltatore subentrante di ridurre o riorganizzare il servizio oggetto di contratto di appalto.
Pertanto, anche in assenza di accordo con le OO.SS., era onere della società spiegare i criteri seguiti per la selezione del personale transitato dall'appaltatore uscente a quello subentrante, mediante graduatoria o sistema similare, ma comunque espresso e conoscibile; a fronte delle allegazioni dei lavoratori (di possedere i requisiti professionali per l'applicazione della clausola sociale, in termini di anzianità di servizio sufficiente per l'assunzione prioritaria da parte del nuovo appaltatore), spettava alla società datrice di lavoro chiarire il possesso di titoli poziori da parte di altri lavoratori, in base al criterio di vicinanza della prova.
Sulla base di tali presupposti il Collegio ha cassato con rinvio la sentenza impugnata, affermando il principio di diritto secondo cui la norma contrattuale collettiva di cui all'art. 16-bis CCNL A/F Mobilità del 20 luglio 2012, in caso di cambio appalto e applicazione della ivi prevista clausola sociale, impone vincoli procedurali a garanzia della correttezza e trasparenza dell'operazione di subentro e la previsione della necessità di criteri verificabili riguardanti l'intero bacino dei lavoratori per il passaggio del personale, o di parte di esso, già impiegato nell'appalto.

di Chiara Ranaudo

Fonte normativa