mercoledì, 10 luglio 2024 | 13:06

Professionisti: adeguamento del Fondo di solidarietà bilaterale

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 159 del 9 luglio 2024, il Decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali che approva l'adeguamento della disciplina del Fondo di solidarietà bilaterale per le attività professionali alle disposizioni introdotte dalla Legge n. 234 del 2021, riguardanti la platea dei destinatari, l'importo, la durata e le causali di accesso alla prestazione dell'assegno di integrazione salariale erogata dal Fondo (MLPS - decreto 21 maggio 2024)

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Professionisti: adeguamento del Fondo di solidarietà bilaterale

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 159 del 9 luglio 2024, il Decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali che approva l'adeguamento della disciplina del Fondo di solidarietà bilaterale per le attività professionali alle disposizioni introdotte dalla Legge n. 234 del 2021, riguardanti la platea dei destinatari, l'importo, la durata e le causali di accesso alla prestazione dell'assegno di integrazione salariale erogata dal Fondo (MLPS - decreto 21 maggio 2024)

Il Fondo di solidarietà bilaterale per le attività professionali (di seguito Fondo) costituisce una gestione dell'Inps ed è stato istituito con decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali n. 104125 del 27 dicembre 2019.

Il Decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali del 21 maggio 2024 (di seguito Decreto) modifica la disciplina del Fondo per adeguarlo alla riforma degli ammortizzatori sociali introdotta dalla Legge n. 234 del 2021, sulla base dell'Accordo collettivo stipulato in data 27 dicembre 2022 tra Confprofessioni, Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs.

Le modifiche riguardano principalmente le disposizioni riguardanti la platea dei destinatari del Fondo, l'importo, la durata e le causali di accesso alla prestazione dell'assegno di integrazione salariale erogata dal Fondo stesso.

Per quanto non espressamente previsto dal Decreto, si applicano le disposizioni di cui al Decreto Legislativo n. 148 del 2015.

Destinatari

La disciplina del Fondo si applica ai datori di lavoro che esercitano attività professionali e occupano almeno un dipendente.

La prestazione del Fondo è destinata ai lavoratori subordinati che abbiano un'anzianità di lavoro effettivo presso l'unità produttiva per la quale è richiesta la prestazione di almeno 30 giorni alla data di presentazione della domanda di concessione del trattamento.

Ai fini del raggiungimento della soglia dimensionale si computano anche gli apprendisti, i dirigenti ed i lavoratori a domicilio.

Tra i destinatari dell'assegno di integrazione salariale sono ricompresi i lavoratori assunti con contratto di apprendistato.

Prestazione

Il Fondo provvede all'erogazione di un assegno di integrazione salariale a favore dei lavoratori interessati da riduzione dell'orario di lavoro o da sospensione temporanea dell'attività lavorativa per cause previste dalla legislazione vigente in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria.

Per gli apprendisti, alla ripresa dell'attività lavorativa, a seguito di sospensione o riduzione dell'orario di lavoro, il periodo di apprendistato è prorogato in misura equivalente all'ammontare delle ore di integrazione salariale fruite.

In caso di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e di apprendistato di alta formazione e ricerca, la sospensione o riduzione dell'orario di lavoro non deve pregiudicare, in ogni caso, il completamento del percorso formativo.

Contribuzione

A copertura della prestazione dell'assegno di integrazione salariale è dovuto al Fondo:

a) un contributo ordinario dello 0,50 per cento, di cui 2/3 a carico del datore di lavoro e 1/3 a carico del lavoratore, calcolato sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali, per i datori di lavoro che nel semestre precedente la data di presentazione della domanda abbiano occupato mediamente fino a 5 dipendenti;

b) un contributo ordinario dello 0,80 per cento, di cui 2/3 a carico del datore di lavoro e 1/3 a carico del lavoratore, calcolato sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali, per tutti i datori di lavoro che nel semestre precedente abbiano occupato mediamente più di 5 dipendenti fino a 15 dipendenti;

c) un contributo ordinario pari all'1 per cento, di cui 2/3 a carico del datore di lavoro e 1/3 a carico del lavoratore, calcolato sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali, per tutti i datori di lavoro che nel semestre precedente abbiano occupato mediamente più di 15 dipendenti;

d) un contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, in caso di fruizione dell'assegno di integrazione salariale, nella misura del 4 per cento calcolato in rapporto alle retribuzioni perse.

Ai suddetti contributi, ordinari e addizionali, si applicano le disposizioni vigenti in materia di contribuzione previdenziale obbligatoria, ad eccezione di quelle relative agli sgravi contributivi.

Il Fondo provvede a versare alla gestione di iscrizione del lavoratore interessato la contribuzione correlata alla prestazione.

A decorrere dal 1° gennaio 2025, a favore dei datori di lavoro che, nel semestre precedente la data di presentazione della domanda, abbiano occupato mediamente fino a 5 dipendenti e che non abbiano presentato domanda di assegno di integrazione salariale per almeno 24 mesi, a far data dal termine del periodo di fruizione del trattamento, l'aliquota di cui alla lettera a), si riduce in misura pari al 40 per cento.

Criteri e misure della prestazione

L'importo dell'assegno di integrazione salariale è pari alla prestazione dell'integrazione salariale di cui all'art. 3 del decreto legislativo n. 148 del 2015, con il relativo massimale.

Le riduzioni o le sospensioni temporanee dell'attività lavorativa possono avere la seguente durata massima:

- per i datori di lavoro che impiegano mediamente fino a 15 dipendenti, 26 settimane per le causali ordinarie e/o straordinarie in un biennio mobile;

- per i datori di lavoro che impiegano mediamente più di 15 dipendenti, 26 settimane in un biennio mobile per le causali ordinarie e per le casuali straordinarie.

Per ciascuna unità produttiva i trattamenti relativi all'assegno di integrazione salariale non possono comunque superare la durata massima complessiva di 24 mesi in un quinquennio mobile.

Durante il periodo di riduzione dell'orario o di sospensione temporanea del lavoro l'erogazione dell'assegno di integrazione salariale è subordinata alla condizione che il lavoratore destinatario si impegni in un percorso di riqualificazione.

La retribuzione mensile dell'interessato utile per la determinazione dell'assegno di integrazione salariale e per la paga oraria è la retribuzione imponibile ai fini previdenziali.

Procedura di accesso

Nei casi di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa, il datore di lavoro è tenuto a comunicare preventivamente alle articolazioni territoriali delle Parti firmatarie dell'accordo del 27 dicembre 2022 le cause di sospensione o riduzione dell'orario di lavoro, l'entità, la durata prevedibile e il numero di lavoratori interessati.

Si applicano in quanto compatibili le disposizioni in materia di informazione e consultazione sindacale di cui all'art. 14 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.

Criteri di precedenza e turnazione

L'accesso dei lavoratori alla prestazione dell'assegno di integrazione salariale avviene secondo criteri di precedenza e turnazione e nel rispetto del principio della proporzionalità dell'erogazione.

Le domande di accesso alla prestazione sono prese in esame dal comitato amministratore deliberando gli interventi secondo l'ordine cronologico di presentazione delle domande e tenuto conto delle disponibilità del Fondo.

Politiche attive

A seguito della comunicazione preventiva alle alle articolazioni territoriali delle Parti firmatarie dell'accordo sindacale del 27 dicembre 2022, le Parti contattano attraverso le strutture della bilateralità di settore i datori di lavoro interessati dalle misure del Fondo per proporre percorsi di riqualificazione e politica attiva.

di Ciro Banco

Fonte Normativa