giovedì, 25 maggio 2023 | 22:25

Imposta di registro: responsabilità in solido del notaio sugli atti enunciati

L’imposta di registro sugli atti enunciati in un atto notarile configura imposta principale e, pertanto, il notaio è responsabile del pagamento solidalmente con le parti (Corte di cassazione - sentenza 24 maggio 2023, n. 14432)

Newsletter Inquery

Imposta di registro: responsabilità in solido del notaio sugli atti enunciati

L’imposta di registro sugli atti enunciati in un atto notarile configura imposta principale e, pertanto, il notaio è responsabile del pagamento solidalmente con le parti (Corte di cassazione - sentenza 24 maggio 2023, n. 14432)

Richiedi informazioni Banca Dati Lavoro/Fiscale

In ordine alla responsabilità fiscale del notaio a titolo di imposta di registro, non può esservi dubbio circa l'estraneità del professionista rispetto al "presupposto" di tale imposta, essendo chiaro che lo stesso va riferito ai soggetti che a lui si rivolgono per ottenerne il ministero, in quanto "parti" degli atti notarili richiesti, che quindi sono gli unici ad assumere la qualità di "soggetti passivi" dell'imposta medesima.

Al notaio va invece attribuita la qualifica di "responsabile di imposta", assumendo la posizione di “Chi in forza di disposizioni di legge è obbligato al pagamento dell'imposta insieme con altri, per fatti o situazioni esclusivamente riferibili a questi”.

Tale situazione giuridica soggettiva passiva trova fondamento nel profilo di garanzia ordinamentale della funzione pubblica notarile, che, tra l'altro, si concretizza nel presidio diretto dell'esazione dei crediti fiscali originati nell'esercizio della medesima.

A tale specifico fine, l'art. 57, TUR, prevede che oltre ai pubblici ufficiali, che hanno redatto, ricevuto o autenticato l'atto, e ai soggetti nel cui interesse fu richiesta la registrazione, sono solidalmente obbligati al pagamento dell'imposta le parti contraenti e che la responsabilità dei pubblici ufficiali non si estende al pagamento delle imposte complementari e suppletive.

Vi è dunque una responsabilità solidale tra le parti ed il notaio, in quanto pubblico ufficiale costituito "fideiussore ex lege", relativamente agli atti che ha redatto, ricevuto o autenticato, ma limitatamente all'imposta principale, essendone espressamente escluse quella complementare e quella suppletiva.

 

Questa tripartizione tipologica dell'imposta di registro è data dall'art. 42, comma 1, TUR, che appunto prevede che “E' principale l'imposta applicata al momento della registrazione e quella richiesta dall'ufficio se diretta a correggere errori od omissioni effettuati in sede di autoliquidazione nei casi di presentazione della richiesta di registrazione per via telematica; è suppletiva l'imposta applicata successivamente se diretta a correggere errori od omissioni dell'ufficio; è complementare l'imposta applicata in ogni altro caso”.

 

Oltre a tali disposizioni legislative generali, nel caso di specie viene peraltro in rilievo quella di cui all'art. 22, TUR, secondo il quale:

“1. Se in un atto sono enunciate disposizioni contenute in atti scritti o contratti verbali non registrati e posti in essere fra le stesse parti intervenute nell'atto che contiene la enunciazione, l'imposta si applica anche alle disposizioni enunciate. Se l'atto enunciato era soggetto a registrazione in termine fisso è dovuta anche la pena pecuniaria di cui all'art. 69.

2. L'enunciazione di contratti verbali non soggetti a registrazione in termine fisso non dà luogo all'applicazione dell'imposta quando gli effetti delle disposizioni enunciate sono già cessati o cessano in virtù dell'atto che contiene l'enunciazione”.

di Patrizio Petricelli

Richiedi informazioni Banca Dati Lavoro/Fiscale